Quando ho saputo che al Salone del
Libro di quest’anno sarebbe intervenuto anche Mark O’Connell (al centro) non ho resistito e
ho assistito alla sua intervista tenutasi sabato 11 alle ore 16,00 nella sala
Azzurra. Un compito arduo, ma assolto egregiamente, è toccato a Francesco
Guglieri, incaricato di commentare il movimento del Transumanesimo insieme all’autore
di “Essere una macchina”.
“Il Transumanesimo punta a condurre
l’uomo verso una condizione post-umana, fatta insieme di protesi, criogenetica,
upload della mente e, forse, immortalità. Mark O’Connell ci accompagna in un
mondo che si muove sul confine che separa la ricerca più avanzata e
l’illusione”.
Se vi siete persi l’incontro,
troverete qui di seguito i punti salienti. (Disclaimer: poiché mi è impossibile
riportare parola per parola domande e risposte, ho fatto un/a sunto/ricostruzione
dei dialoghi che fosse in grado di
delineare i concetti nel modo più fedele ed esaustivo possibile). Buona
lettura.
Il
dualismo del Transumanesimo…
Il bisogno di scrivere “Essere una
macchina” è scaturito dalla nascita del figlio. Diventare padre, infatti, gli
ha portato tanta gioia, ma anche una discreta dose di ansia: ansia nei
confronti di un futuro ignoto e ansia per via della pericolosità del mondo di
oggi. (Gli è riuscito spontaneo il parallelismo con le vicende di Prometeo, a
quel punto.) Ha dichiarato di non trovarsi d’accordo con le idee del
Transumanesimo, tuttavia si sente affascinato dal sapere che ci sono molte
persone impegnate nel combattere battaglie contro la morte. O’Connell ha
raccontato questo mondo di “guerrieri” partendo dagli esperimenti di
crioconservazione che si stanno svolgendo alla ALCOR. Esperimenti al limite
della visionarietà o della truffa (a seconda di come si intenda considerare la
questione). D’altronde, il voler conservare il proprio corpo rappresenta un
vero e proprio atto di fede: nei confronti della scienza e della tecnologia,
chiaramente, ma pur sempre di fede si tratta; una fede/fiducia che tende a
scadere nell’irrazionalità. Questo dualismo (o contraddizione) ha portato O’Connell
– durante la visita alla ALCOR – a provare sensazioni contrastanti, nello
specifico si è trattato sia di sacralità sia ci comicità. In fondo, però, il
Transumanesimo ha anche una componente nostalgica (poiché è fortemente radicato nel passato) e una
componente di ottimismo (legato alla tecnologia e, in particolar modo, all’idea
di poter “uploadare” la coscienza all’interno
di computer/macchine). I Transumanisti ritengono che questo possa rappresentare
un valido mezzo per superare i limiti imposti da un corpo fatto di carne e
ossa. Il confine tra razionale e irrazionale, tra ragione e pazzia è molto
sottile perché dobbiamo considerare il fatto che, se l’upload riuscisse
davvero, rappresenterebbe la fine dell’essere umano così come lo conosciamo. Il
Transumanesimo è fantascienza che si traspone nella realtà, è un movimento in
cui fiction e non-fiction hanno confini
molto sfumati…
Inadeguatezza
e responsabilità…
Mark O’Connell ha una formazione
umanistico-letteraria, eppure – nonostante la propria impreparazione
scientifica - ha scelto di raccontare un fenomeno tanto strettamente legato
alla scienza e alla tecnica. Quando gli è stato domandato il perché abbia preso
questa decisione e si sia dedicato a questo progetto, l’autore ha risposto che –
per lui – è stata un’opportunità. Si è sentito un pesce fuor d’acqua, un
estraneo scarsamente equipaggiato e quasi totalmente privo di strumenti, ma –
una volta iniziato il percorso – ha sentito di non potersi più tirare indietro
e ha voluto procedere, come per una sorta di senso di responsabilità nei
confronti dei lettori. Ha capito che il suo lavoro di ricerca e reportage lo
avrebbe trasformato in un “tramite”.
A
proposito dell’Intelligenza Artificiale…
L’interrogativo di Guglieri verte
sul destino futuro dell’umanità. Se le macchine arriveranno davvero a prendere
il sopravvento sull’uomo – dice - non sarà tanto perché ci odiano, quanto –
piuttosto - perché ci vedono come
risorse?
Attraverso le ricerche fatte per la
stesura di “Essere una macchina”, O’Connell è arrivato a formulare un pensiero
personale: non abbiamo certezze su ciò che accadrà, ma penso che l’uomo stia costruendo macchine che non è
in grado di capire! I Transumanisti sostengono che le macchine ci spazzeranno
via, pertanto dovremmo porre dei “paletti” fin da ora per evitare che ciò
accada. Ci sono dei reali pericoli in cui rischiamo di incorrere e la maggior
parte delle paure nei confronti delle macchine riflette le paure del Capitalismo.
C’è un sottile ma evidente collegamento tra Silicon Valley, New Economy,
Capitalismo e Transumanesimo. Nella Silicon Valley c’è una grande cultura scientifico-tecnologica
e gli investimenti in tale direzione sono molti e cospicui; in quel luogo l’apertura
mentale rispetto a questi temi è ampia e nessuno deride le idee altrui per
quanto bizzarre possano essere.
L’Intelligenza Artificiale apre due
prospettive all’interno della Silicon Valley: una è quella utopica, l’altra è
quella distopica. O’Connell non crede che si arriverà ad allungare la vita all’infinito
ed è maggiormente orientato sulla visione distopica, ma ritiene sia possibile
che qualcuno (dotato di grandissime disponibilità economiche) giunga a vivere
un po’ più a lungo…
Alla
domanda: “Vuoi essere una macchina?”, la risposta di O’Connell…
“Non sono tanto contento di essere
mortale, ma sono contentissimo di non essere caricato su un supporto tecnico!”
Per
approfondire:
-
“Essere una macchina” di Mark O’Connell, Adelphi.
-
“CyberUomo – Dall’Intelligenza Artificiale all’ibrido
uomo-macchina”, di Enrica Perucchietti, Arianna Editrice (Gruppo Macro). “L’alba
del transumanesimo e il tramonto dell’umanità” in uno splendido libro 4D
presentato al Salone del Libro domenica 12 nella sala Avorio.
Un libro che va oltre la carta
grazie all’introduzione di contenuti multimediali extra.
“Lo scopo del saggio è far
conoscere al grande pubblico il pensiero transumanista, ancora sconosciuto ai
più e aprire un dibattito sulle possibili conseguenze che tali ricerche possono
comportare per l’intera società”. P. 16
“Siamo vittime inconsapevoli di un
progetto di transumanizzazione volto ad abbattere la natura (e persino la
morte!) e a riscrivere i limiti umani? Quanto delle nostre scelte è davvero “libero”
e non controllato e indotto? Fino a che punto siamo suggestionati e
indottrinati, offuscati dall’entusiasmo di un progresso illimitato?” P. 18
“In queste pagine mi sono
interrogata su come si possa desiderare di diventare una macchina, un cyborg.
Un cyberuomo. […] Starà al lettore
esercitare il proprio pensiero critico e trarre le proprie conclusioni generali”.
P. 21
- Il problema della morte: testi a confronto.
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