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LA BELLEZZA

mercoledì 10 gennaio 2018

"L'amante di Lady Chatterley" di David Herbert Lawrence. Feltrinelli



L’amante di Lady Chatterley è il libro forse più scandaloso della letteratura inglese del Novecento. Scritto in Italia tra il 1926 e il 1928, venne proibito in Inghilterra per oscenità e pubblicato in patria solamente nel 1960 dopo un lungo processo che fece epoca. Ambientato nella profonda Inghilterra, vuole rappresentare il contrasto irriducibile tra il vitalismo dei sensi e l’atrofizzazione della società industrializzata. Lo fa attraverso tre figure chiave: Sir Clifford, reso invalido e impotente dalla Prima guerra mondiale, bloccato su una sedia a rotelle, Lady Constance e il guardiacaccia Mellors. Questi ultimi intrecciano una relazione sempre più appassionata e sensuale, quasi una vera e propria iniziazione a quella serie di valori “naturali” che invece la civiltà delle macchine tende inesorabilmente a cancellare. E’ la figura di Lady Chatterley a scuotere nel profondo la morale vittoriana ancora imperante nell’Inghilterra degli anni trenta. Con il suo rifiuto delle convenzioni sociali e morali, Connie manifesta una ribellione più profonda. Nel portare alle estreme conseguenze la sua storia d’amore, Lady Chatterley diventa suo malgrado un personaggio rivoluzionario, per incarnare infine le più profonde ansie sociali dell’universo femminile di quegli anni”.
RECENSIONE
Più che la storia in sé, lodevoli sono l’analisi psicologica dei personaggi, la descrizione della società inglese dei primi anni del 1900 e la trattazione di un tema assai scottante sebbene del tutto naturale: il sesso (e la sessualità).
Ben marcato il divario tra le classi sociali: la classe dominante composta dalla borghesia colta di Constance (Lady Chatterley) e dall’aristocrazia di Clifford  (Sir Chatterley) contro la classe lavoratrice della società industrializzata. In mezzo a tutto questo c’è Oliver Mellors, il guardiacaccia, che rappresenta – invece – la vera natura umana, quella natura schiacciata dalle convenzioni e dai pregiudizi. Insieme a lui, Constance (Connie) riscoprirà il valore del corpo e dei sensi e proverà l’essenziale differenza tra esistere e vivere.
E’ interessante notare come le caratteristiche fisiche delle varie classi sociali e dei personaggi che le compongono siano emblematiche ed esemplificative del loro stato mentale.
“Ormai non c’era che un’unica classe sociale: quella dei giovani affamati di soldi. Ragazzi e ragazze allo stesso modo. L’’unica differenza era quanti soldi avevi e quanti soldi volevi”. “Ma […] i soldi ti avvelenano quando ce li hai, e ti fanno morire di fame quando ti mancano”.
Clifford e la sua atrofia fisica che rispecchia l’atrofia dell’anima. Il suo cinismo fatto di sole parole che riempiono la bocca ma sono assolutamente prive di ogni essenza vitale. Le sue paure dettate dall’egoismo e dall’avarizia di veri sentimenti. L’assenza di passione, la bramosia del denaro e il suo attaccamento alle abitudini, alle consuetudini  e al buon costume. Il suo essere un uomo-bambino nel senso più spregevole del termine. La paura di perdere la buona reputazione e la rispettabilità che lo rendono così arrogante e insensibile alle vere pulsioni amorose. La sua asfissiante paura della solitudine.
La differenza abissale tra l’uomo e la donna: il primo visto come un bambino  un po’ troppo cresciuto che vada costantemente lusingato e coccolato e illuso che si faccia a modo suo, e la seconda, vista – invece – come mera incubatrice di prole, disumanizzata e depredata dei suoi bisogni, dei suoi desideri, dei suoi stimoli e dei suoi sentimenti. Carne per l’appagamento sessuale di altra carne. Una creatura il cui unico sentimento pare debba essa essere  quello della vergogna e l’unica azione la  negazione di sé.
Mellors come iniziatore di Connie alla scoperta e alla presa di coscienza del proprio corpo. Un ritorno agli istinti primordiali che si sono evoluti con l’evolversi dei settori industriali e tecnologici. Un’evoluzione che ha portato all’assottigliamento delle percezioni sensoriali, corporee e mentali.
  Il guardiacaccia è l’iniziatore perfetto perché sta a diretto contatto con la natura e ne segue i ritmi così come Clifford ne è completamente distaccato. Dall’una e dagli altri.
Questo libro è stato vittima di innumerevoli critiche dal sapore aspro per via della sua schiettezza. Schiettezza di temi e schiettezza di linguaggio. Ma la terminologia usata – che sembra tanto cruda e scurrile – altro non è che un modo per richiamare le nostre coscienze, per condurle al risveglio. Un esorcismo contro il torpore dei sensi. La sessualità viene trattata senza tabù, con l’ausilio di descrizioni che richiamano immagini estremamente vivide.
“Le parole che all’inizio turbano tanto, dopo un po’ non turbano più. Forse perché la mente umana è depravata dall’abitudine? Niente affatto. Questo accade perché le parole hanno scandalizzato solo l’occhio, ma non lo spirito. Le persone prive di spirito possono continuare a scandalizzarsi: di loro non ci importa. Le persone  dotate di spirito capiscono di non essere scioccate, di non esserlo mai state; e provano un senso  di sollievo”.
Chi sono le persone prive di spirito di cui parla qui lo stesso Lawrence[1]? Sono le persone che hanno perso la capacità di far convivere in armonia il pensiero e l’azione, la mente e il corpo. Vediamo questo concetto nel dettaglio leggendo le parole che seguono:
“La forza evocativa delle parole cosiddette oscene doveva essere molto pericolosa per le nature semplici, oscure e violente del Medioevo, e forse è ancora troppo forte per le nature ottuse, semievolute e rallentate dei giorni nostri. Ma la vera cultura ci permette di attribuire a una parola solo le reazioni spirituali e fantastiche che appartengono alla mente, e ci evita le reazioni fisiche, sconvolgenti e indiscriminate che attentano alla decenza sociale. In passato l’uomo era troppo debole di spirito o troppo grezzo per contemplare il proprio corpo o le proprie funzioni corporee senza farsi dominare e guastare da reazioni fisiche. Ora non è più così. La cultura e la civiltà ci hanno insegnato a separare la parola dall’azione, il pensiero dall’atto o dalla reazione fisica. Ora sappiamo che l’atto non segue necessariamente il pensiero. In realtà pensiero e azione, parola e atto sono due forme distinte di consapevolezza, due vite che conduciamo separatamente. E’ certo molto importante mantenere una connessione. Ma quando pensiamo non agiamo, e quando agiamo non pensiamo. Ciò di cui abbiamo un gran bisogno è agire secondo i nostri pensieri. Ma finché  pensiamo non possiamo agire veramente, e finché agiamo non possiamo pensare veramente. Queste due condizioni, del pensiero e dell’azione, si escludono a vicenda, com’è naturale. Tuttavia è bene che coesistano in armonia”.
 Completamente travisato dalla maggior parte dei lettori – dunque – il vero scopo di questo libro che Lawrence si premura di sottolineare:
“Voglio che uomini e donne possano pensare  il sesso, profondamente, completamente, onestamente e in maniera pulita”.
Perché- è vero – la scissione tra mente e corpo c’è e la si sente, ma questo non significa che le due cose debbano viaggiare su binari paralleli, anzi.
 “Nelle cose del sesso, lo spirito arriva dopo; e in realtà in ogni altro atto fisico”.
Mai come in queste parole si può intendere lo spirito come Eros e l’Eros prescinde dal corpo, ma – allo stesso tempo – ne ha bisogno:
“L’oscenità esiste solo quando lo spirito teme e disprezza il corpo, e il corpo odia lo spirito e gli resiste”.
Le cose belle fanno paura e la prima reazione che scaturisce dalla paura è proprio la resistenza. Per questo motivo, se si legge “L’amante di Lady Chatterley” alla luce della naturalezza sessuale non si coglie alcun tipo di oscenità nelle parole usate.
“E’ la tenerezza, la consapevolezza sessuale. Il sesso non è che un contatto, il più intimo dei contatti. Ed è proprio il contatto che temiamo. Siamo consapevoli solo per metà, vivi solo per metà”.
“Quella terra stava producendo una nuova razza d’uomini ultrasensibili alle questioni economiche, sociali e politiche, ma morti e sepolti nella sfera spontanea e intuitiva. Non erano che semi-cadaveri, ma con una terribile, insistente consapevolezza dell’altra metà”.


[1] Lawrence compose le prime pagine di questo testo nel 1929, come introduzione alla pubblicazione dell’edizione parigina del romanzo. Pubblicate come un  pamphlet a sé stante con il titolo My Skirmishwith Jolly Roger, in seguito esse furono notevolmente ampliate e uscirono con il titolo di À propos of Lady Chatterley’s lover” nel 1930.