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CURRICULUM ARTISTICO-LETTERARIO

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mercoledì 5 aprile 2023

Libri meravigliosi

 

Italo Calvino, "Se una notte d'inverno un viaggiatore", Oscar Mondadori.
 Un romanzo a scatole cinesi. Un romanzo nel romanzo nel romanzo nel... oh, insomma, dieci romanzi in uno. Tutti i romanzi in uno. Tutti quelli "mai" scritti. Dieci incipit, dieci storie attraverso le quali il Lettore - quello con la "L" maiuscola - rincorre un libro, anzi, il Libro (e sì, anche quello ha la "L" maiuscola, perché è il libro della sua vita). Dieci racconti che si compenetrano per poi confluire in un unico grande racconto: il tuo, il mio, quello di tutti i Lettori e di tutte le Lettrici. Così, quando lo leggi, lo fai per sapere come andrà a finire la tua storia. Per una serie di bizzarre coincidenze, infatti, "Se una notte d'inverno un viaggiatore" si trasforma in una serie di altri romanzi che lo contengono e che lui, a sua volta, contiene. Un puzzle a cui solo apparentemente mancano dei pezzi... In realtà, alla fine, ogni cosa troverà un incastro perfetto dove il Lettore diventa colui che legge e colui che è letto, e lo scrittore ne diventa il Lettore.

È un romanzo sul piacere di leggere libri e sul piacere di leggere l'altro/a come fosse un libro. Ma è, forse, anche un romanzo sul piacere di leggere pezzetti di noi che leggiamo l'altro/a, la sua storia non scritta e la nostra. Un giallo dentro un giallo, misteri che si affacciano su altri misteri... Incontri, coincidenze, sincronicità... Pagine sparite, libri contraffatti, storie perdute, rubate, distrutte, i cui confini si stemperano in storie mai scritte. Un romanzo in cui si respira un senso di incompletezza, la stessa che caratterizza la vita, fatta di mezze verità o - meglio - di verità personali, di imbrogli e di mistificazioni, di menzogne e sotterfugi; un romanzo molto più simile alla realtà di quanto si possa pensare; un romanzo in cui le storie si interrompono sul più bello, cambiano rotta, prendono pieghe inaspettate. E ogni volta che una storia si interrompe pensi di non aver avuto il tempo di affezionarti ad essa, invece... Così ti ri-trovi davanti a un bivio: rassegnarti al Destino e aspettare che ti investa con le sue scelte già programmate, oppure andargli incontro, cercarlo, rincorrerlo e sorprenderlo nella sua tana? Un romanzo in cui niente è come sembra e ciò che manca ha un'importanza ancor più grande di ciò che c'è. Un romanzo in cui sia avverte un senso di sospensione, una vaga ma persistente aria di incompletezza. Ma Calvino ha il talento di saldare ogni storia con l'oro, come nella tecnica/filosofia del Kintsukuroi. Quello stesso Calvino che, così facendo, diventa una sorta di Sherazade di storie mozze che trovano la loro interezza solo nell'unione tra loro. Perché come l'unione di due "tu" fa e non fa un "voi", così anche una cosa spezzata che viene riassemblata torna ad essere intera senza esserlo più.

La prosa di Calvino è... poetica: descrive ogni cosa, personaggio, evento, situazione, pensiero in maniera precisa e particolareggiata, esaltandone ogni sfumatura, ogni piega, ogni dettaglio e mettendo nella giusta luce e nella prospettiva perfetta ogni elemento narrativo.

Da leggere se amate leggere, ma anche se non amate leggere, perché - magari - scoprirete di essere Lettori/Lettrici curiosi/e e appassionati/e, al punto che potreste decidere - un giorno - di viaggiare fino in capo al mondo per trovare il vostro Libro...



Dino Buzzati, "La boutique del mistero", Oscar Mondadori.
"La boutique del mistero" è una bellissima raccolta di racconti - 31, per l'esattezza - scelti e ordinati da Buzzati stesso. Il titolo ha in sé una parola-chiave, il filo rosso che lega tutti i racconti: la parola "mistero". Le storie ivi contenute, infatti, percorrono una strada tra due mondi: il mondo del reale e il mondo del fantastico, dell'inspiegabile, del sovrannaturale.

"Nel contesto dei racconti, all'interno del gioco delle trame e delle soluzioni, anche la parola più usuale o, addirittura, più frusta, diventa segno di ambiguità, di mistero, di illusione, di paura. Varcati i limiti del plausibile, venuti meno i rapporti logici tra cause ed effetti, scomparsa la fiducia nelle leggi naturali e impostosi definitivamente l'indecifrabile, l'improbabile, l'assurdo, anche la parola più consueta, la lingua parlata e la costruzione sintattica più immediata possono ottenere esiti di straordinaria efficacia e di magico richiamo".

Ne "La boutique del mistero", Buzzati indaga tanti misteri (tra i quali quello di Dio), ma il mistero più insondabile rimane comunque l'essere umano, con le sue scelte, le sue paure (e tutte le altre sue emozioni) e i suoi comportamenti.

Ogni racconto è toccante, commovente, talvolta anche un po' inquietante, ma sempre originale e sbalorditivo.

Donne nell'Arte

Rauda Jamis, "Frida Kahlo", Tea
 Il dolore e la sofferenza come Muse, le disgrazie come denti coi quali mordere la vita e, infine, la pittura come mezzo per esprimere, canalizzare e - forse - esorcizzare la disperazione. Frida usava l'Arte come fosse un contrappeso per mitigare le brutture della vita che, nonostante tutto, lei amava, festeggiava e osannava; usava le tele come fossero "catini" per le lacrime e il sangue versati, perché tutto quel vissuto, tutta quell'energia non andassero sprecati. L'autoritratto come dono di sé agli altri, ma soprattutto a se stessa, come specchio "fisso" per immortalare un ricordo, un'esperienza, un'emozione, una sensazione o un insieme di tutto questo. L'Arte come mezzo di sopravvivenza, come ancora di salvezza. 

Brillante, energica, passionale, ma anche intensa e profonda, Frida Kahlo rimane, per me una fonte di ispirazione continua.

Viva la vida!



Marina Abramović, "Attraversare i muri", Bompiani
Perché vi consiglio questo libro? Perché non è solo un'autobiografia magnifica, è anche il "diario" di una presa di coscienza; è la "crepa" attraverso la quale quella donna straordinaria, che è Marina Abramović, ha - innanzitutto - cambiato il modo di intendere l'Arte.

"Se vediamo l'arte come qualcosa di isolato, di sacro e di separato da tutto, significa che non è vita. Mentre l'arte deve essere parte della vita, deve essere di tutti". Perché "l'arte è vita e morte. È molto seria e molto necessaria". Perché l'arte è qualcosa che accade. Proprio come la vita. L'arte è in grado di far avvivinare le persone le une alle altre, ma anche a loro stesse. La performance, in particolare, ha il potere di coinvolgere direttamente lo spettatore (oltre che l'artista) nell'esperienza artistica, facendolo diventare parte attiva della performance stessa.

Quando Marina Abramović esegue le sue performance diventa una cosa sola con il suo pubblico, "un unico organismo pulsante" poiché usa il proprio corpo come materia prima ma anche come ricettacolo di sensazioni e di emozioni. Fare arte come la fa M. A. significa arrivare a percepire se stessi, gli altri e il mondo in maniera amplificata; significa toccare la paura, sentire il dolore in modo diverso, entrare in sintonia con la natura, attingere informazioni, poteri e "conoscenza liquida" da una sorta di "coscienza cosmica". È tutto più intenso e vibrante. Perché l'arte deve essere disturbante, deve porre domande".

Fare arte alla maniera di M. A. significa soppesare il valore del silenzio e la relatività del tempo. La crescita spirituale, in tutto questo, è sia una causa sia una conseguenza. Contemporaneamente. Perché fare arte significa vivere, e vivere significa produrre arte.

Attraverso l'arte tutto si trasforma... E così il dolore diventa "come una porta sacra da cui si accede a un altro stato di consapevolezza", a un'altra dimensione. La paura (della morte, soprattutto), il terrore, la vergogna, non scompaiono, diventano - invece - punti di forza. Diventano, rispettivamente, coscienza di impermanenza, consapevolezza di essere vivi e presenti, spunti per appigli umoristici (autoironici).

"A volte grido durante le mie performance. È un modo per esorcizzare i demoni".

Un flusso di energia immenso attraversa le pagine di questo libro che parla della storia di una donna straordinaria e della sua determinazione, quella determinazione che l'ha resa in grado di "attraversare i muri".



Susan Vreeland, "La passione di Artemisia", Beat
Tra i libri più belli che ho letto l'anno scorso c'è "La passione di Artemisia" di Susan Vreeland. Mi ha colpita al punto che non riesco a smettere di pensarci. Una giovane donna, vissuta nel 1600, Artemisia Gentileschi, che - sebbene sia stata stuprata, oltraggiata, disonorata, calpestata e derisa - ha trovato il coraggio di andare avanti, a testa alta, grazie alla propria passione (e al proprio talento) per la pittura. Un romanzo che narra della vita (e della carriera) straordinaria della prima pittrice riconosciuta e celebrata nella Storia dell'Arte.

"Questa è la grandezza della tua arte, riuscire a proiettare in un capolavoro i tuoi sentimenti e le tue esperienze".

Sono andata a cercare su Internet la sua Giuditta ("Giuditta e Oloferne") perché avevo il vivo e pungente desiderio di incontrarla (Artemisia) nelle pennellate, nei dettagli e nelle espressioni facciali dei personaggi, e in effetti così è stato. Vi sembrerà pazzesco, ma ho sentito nel mio cuore una fitta di ammirazione che mi ha spinta a rimettere in gioco me stessa e una delle mie più grandi passioni: la scrittura. Perciò, eccomi qua, ad allenare questa passione affinché si trasformi nella qualità che voglio mi contraddistingua: la capacità di scrivere cose che parlino il linguaggio delle anime oltre che quello dei corpi.

Grazie, Artemisia, so che mi assisti, ovunque tu sia.


lunedì 11 dicembre 2017

"Guida tascabile per maniaci dei libri" - The Book Fools Bunch. Edizioni Clichy



Il mondo dei libri è dominato da stranezze e paradossi, per cui se - da una parte - è vero che ogni anno vengono “sfornati” oltre due milioni e mezzo di titoli e che mai come ora  si è letto così tanto, è altrettanto vero che si leggono sempre meno libri.  Proiettati nella “giungla” delle parole  e delle immagini digitali, siamo sempre più schiavi di telefonini, schermi televisivi, tablet e PC. Si prediligono i post brevi e accattivanti sui social networks  ai romanzi o ai saggi, di sicuro più lunghi e impegnativi. In Italia, mediamente, meno di una persona su due ha letto almeno un libro in un anno. Ecco perché è nato “Guida tascabile per maniaci dei libri”, per opera di The Book Fools Bunch, nome dietro il quale si cela un misterioso gruppo di esperti e maniacali lavoratori dell'editoria italiana, con base a Firenze, che da anni oltre a proporre volumi che i grandi editori trascurano, si attiva organizzando flash mob, rave, performance, reading e altre simili «provocazioni» non istituzionali per sensibilizzare il nostro paese verso il problema della mancanza di attenzione al mondo dei libri. Come si può intuire già dal titolo, quello in questione non è un comune libro, bensì una sorta di “cartina” con la quale orientarsi al meglio nella scelta dei titoli da leggere. Stuzzicanti curiosità sugli scrittori più celebri, gli incipit dei libri più belli, stroncature di grandi capolavori ad opera di testate giornalistiche di rilievo o di autori famosi, elenchi di opere dal valore inestimabile, pensieri sui libri scaturiti dalla mente dei grandi della letteratura e molto altro ancora è possibile trovare in questa guida. E’ un libro atipico, ma indispensabile sia per i “divoratori di libri” sia per coloro che – al contrario – non sono abituati a leggere, ma vorrebbero avvicinarsi al mondo della letteratura con consapevolezza e serenità. E’ un libro che stimola il bisogno di leggere libri (perdonate la ripetizione); un libro che solletica la curiosità, un libro nato – per usare le parole di The Book Fools Bunch - come “atto d’amore”.  Amore per i libri, amore per le storie, amore per la bellezza e per l’orrore, amore per le donne e per gli uomini che hanno vissuto prima e accanto a noi e per quelli che verranno dopo di noi, amore per la memoria, per la vita, per l’amore. Tutte cose che sono dentro i libri e che stanno nei libri come non potrebbero stare in nessun altro luogo al mondo. Una “missione”, quella degli autori di questo volume, per permettere a tutti – lettori accaniti e non – di scoprire mondi, vivere avventure straordinarie, conoscere storie, sorridere e commuoversi attraverso le parole contenute nei libri.
Un consiglio: tenete carta e penna accanto a voi durante la lettura/consultazione di questa guida, così da poter prendere nota dei titoli che stimolano maggiormente la vostra curiosità e correre, subito dopo, in libreria o in biblioteca per soddisfarla!