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La Costituzione Manueliana

giovedì 1 settembre 2016

Impressioni su "L'incredibile storia di Soia e Tofu" di Pallavi Aiyar. Universale Economica Feltrinelli



“L’incredibile storia di Soia e Tofu” è un libro estremamente particolare in quanto racconta sia le vicende di due gatti dal loro punto di vista, sia le vicende degli esseri umani dal punto di vista dei due gatti, sia le vicende dei gatti dal punto di vista degli esseri umani. Soia e Tofu – questi i nomi dei due gatti in questione – sono la “rappresentazione felina” del mondo degli umani (ren[1]) e della Cina moderna. Una Cina iper-affollata  con tutte le problematiche che ovviamente ne conseguono tra cui un’economia difficoltosa, uno stretto controllo delle nascite, epidemie, un’enorme divario tra le classi sociali, una forte corruzione, nonché una continua circolazione di denaro “sporco”. Soia e Tofu sono gatti, quasi personificati, che dipingono un quadro delle due macro-categorie di umani presenti nel mondo: quella dei ricchi (o benestanti) e quella dei poveri; classificazione – questa – che vale anche per il mondo felino nel quale esistono i gatti di casa e quelli randagi. La storia dei due piccoli amici a quattro zampe di questo libro ci permette di andare più a fondo nella comprensione del comportamento di noi esseri umani. Infatti piccole/grandi perle di saggezza sono qui incastonate come pietre preziose in un elegante monile e costituiscono la base per riflessioni profonde circa il comportamento dell’uomo sia verso i propri simili sia verso gli animali. Questi ultimi, in particolare, sono eretti a creature dall’enorme importanza – da alcuni ren – e declassati a semplici, comuni e inutili bestie da macello, facilmente sacrificabili – da altri.
Ancora una volta sono gli animali – con il loro linguaggio semplice e genuino – a dare una lezione di vita agli esseri umani così ottusi e così legati al denaro e al potere che da esso deriva, tanto  da mettere in pericolo la vita di poveri innocenti. Fortunatamente, grazie alla storia creata dall’autrice (Pallavi Aiyar), viene mostrata ai lettori anche l’altra faccia della medaglia, cioè quella di chi si scaglia contro questa corruzione e mantiene saldi i valori e principi morali ineccepibili, amando e proteggendo le creature indifese. Così facendo l’autrice ci parla non soltanto dell’amicizia tra umani e animali, ma anche dell’amicizia tra gli animali  e della loro capacità di lottare sempre e comunque per il bene comune e non per puro egoismo. Questo libro, però, non è una semplice e netta classificazione tra i pregiudizi degli esseri umani e l’amore incondizionato che i nostri amici a quattro zampe ci offrono, ma una più complessa e meno stereotipata visione dell’interazione tra questi due generi (quello umano e quello animale); pertanto si dimostra un libro efficace per comprendere un tassello in più nel puzzle degli esseri umani.

Un libro consigliato per chi ama gli animali e per chi li odia, cosicché – leggendolo – possa imparare ad amarli.


[1] I termini in lingua cinese non sono un semplice contorno, ma creano un’”ambientazione” più realistica tanto che, se non ci fossero – paradossalmente – il lettore non proverebbe le stesse emozioni nell’accostarsi alla storia di Soia e Tofu.

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