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LA BELLEZZA

domenica 5 giugno 2016

Recensione del libro: "La solitudine dei numeri primi" di Paolo Giordano. Edizioni Oscar Mondadori.

Questo libro è un perfetto inquadramento della difficoltà - se non dell'incapacità - della società moderna di affrontare tematiche attuali e ormai diffusissime. Sto parlando dei disordini alimentari (anoressia e bulimia), delle tendenze autolesioniste (cutting), dell'omosessualità, del bullismo, dell'autismo e dei vari tipi di disabilità (psichica e fisica). Questo romanzo è uno spaccato delle famiglie, della scuola e - più in generale - della società di oggi e della completa e imbarazzante inettitudine di queste istituzioni nel farsi carico di questi fenomeni/tendenze. Il tema centrale della storia ruota intorno alla cecità e alla sordità delle famiglie di fronte ai loro figli. Figli che vengono trattati come se non avessero una volontà propria, figli "trofeo" da esibire come fossero giocattoli perfetti, ma che non sono nè giocattoli, nè - tantomeno - perfetti. Individui la cui identità non è mai stata presa in considerazione dai genitori e che quindi ne hanno creata una "estremizzata" per dimostrare di aver preso le distanze dall'idealizzazione cui anelavano le famiglie.
E' la storia di Alice e Mattia. Entrambi segnati da esperienze terribili vissute durante l'infanzia, Alice e Mattia sono molto simili nella loro unicità, eppure  non abbastanza. Paragonabili a "gemelli diversi" (pur non essendo fratelli), i due giovani sono definiti "numeri primi" dallo stesso Giordano. "[...] due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero", scrive - infatti - l'autore. "I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per sè stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari [...]". 
Sfigurati entrambi - un pò per scelta e un pò per volere del destino - infieriscono sui propri corpi per dimostrare a sè stessi e agli altri di avere il pieno controllo almeno sul fisico. La loro diversità li isola dalla massa o li obbliga ad auto-isolarsi. Il loro disagio psichico e morale li spinge a dedicarsi con maniacale attenzione agli aspetti fisici e materiali delle cose, aspetti che risultano essere decisamente più controllabili.
Vittime e - contemporaneamente - carnefici dei loro corpi, vanno alla ricerca spasmodica di un'identità, di un posto adeguato nel mondo; troveranno - alla fine - una sorta di equilibrio proprio nella solitudine e nell'isolamento, ma solo dopo aver imparato a convivere con i fantasmi del passato.
"La solitudine dei numri primi" è un libro che "ferisce" per la sua crudezza, ma - allo stesso tempo - tocca il cuore del lettore per la sua profondità. E' un libro che ti scava dentro e che ti porta a voler urlare al mondo la verità e il disagio celati dentro i due protagonisti. 
Impossibile rimanere indifferenti a tanto strazio; impossibile non udire le urla silenziose contenute in questo romanzo meraviglioso.


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